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design fresco giovane
quante volte si possono dire le parole
design
fresco
giovane
in un video di 2′ 19″?
contatele…
i pezzi della collezione sono interessanti, ma si può sapere perché i designer hanno la divisa del mio bidello delle elementari?
No commentsnullaosta. il 14,3 % del dottorato all’assemblea AIAP
Da domani 1/7 dei dottorandi (e 1/10 del collegio docenti) si trasferisce ad Aosta per l’Assemblea AIAP e per partecipare al workshop di Mike Rawlinson:
A designers journey
«Aosta: connecting people, places and movement
Un’intensa esperienza di collaborazione, ricerca e proposizione volto a esplorare il tema della connessione tra le persone che vivono nella città di Aosta (comunità locale, operatori economici, ma anche frequentatori temporanei), luoghi e destinazioni e sistemi per la mobilità, attraverso soluzioni innovative di progettazione a misura di utente e di aiuto all’orientamento e all’informazione. Il lavoro si concentrerà soprattutto su una particolare qualità visiva: la chiarezza apparente o leggibilità del paesaggio urbano. Con questo termine si intende la facilità con cui le sue parti possono essere riconosciute e possono essere organizzate in un sistema robusto e brillante. Come sarà immediatamente chiaro a coloro che decideranno di iscriversi, questo esercizio rappresenta una straordinaria occasione di viaggio, una prima e meravigliosa non ultima parola, uno sforzo di acquisire dei concetti e di suggerire come essi possano venire sviluppati e messi alla prova. Il registro sarà speculativo e forse leggermente irresponsabile: discreto e presuntuoso allo stesso tempo. Molto british!»
Sia chiaro che “Molto British” lo scrive AIAP. Vi terremo informati
aiap.it
Biografie di oggetti
Bolzano, 18 ottobre
Facoltà di Design e Arti | Libera Università di Bolzano
Convegno Internazionale
BIOGRAFIE DI OGGETTI
Vita quotidiana e cultura materiale
Giovedì 18 ottobre 2007, ore 9.30
Libera Università di Bolzano
Via Sernesi 1, 39100 Bolzano
Le nostre vite sono disseminate di oggetti ed è attraverso molti di questi oggetti, la loro ricorrenza, quella familiarità che spesso ce li fa apparire scontati, che possiamo circoscrivere una dimensione quotidiana che attraverso essi si dipana.
Questi oggetti “quotidiani” non solo delimitano e costituiscono un grande parte delle nostre vite, ma a volte - senza che ce ne accorgiamo - contribuiscono a trasformarle. Al contempo, però, sono essi stessi a cambiare: si usurano, invecchiano, si rompono, ma anche si ridislocano e si riarticolano con altri oggetti o attività prima non presenti, a volte cambiando anche radicalmente di funzione.
Ma la vita degli oggetti non si limita a ciò che accade loro una volta che sono entrati a far parte delle nostre quotidianità: la loro storia, la biografia di ciascun oggetto, inizia ben prima, dal momento in cui esso viene alla luce in una fabbrica, in un’officina, in un laboratorio, ed è segnata dal processo di progettazione che ha preceduto l’effettiva nascita. Essa prosegue poi attraverso i canali di distribuzione per giungere tramite acquisto, regalo, furto, prestito a contribuire a costruire e specificare il nostro quotidiano, grazie anche alle esperienze che l’oggetto ha vissuto. E poi, quasi sempre, gli oggetti escono dal nostro quotidiano, ma questo non vuol dire che muoiano, per lo meno non subito: possono incorrere in un’agonia più o meno lunga che li vede andare verso la dismissione, ma che può anche dare loro una seconda vita – recuperati, riciclati, riutilizzati – fino alla consacrazione in musei o teche domestiche.
Il convegno offrirà un momento di riflessione intorno al concetto suggestivo ed evocatore di “biografia degli oggetti”. Proposto vent’anni fa dall’antropologo Igor Kopytoff, questo concetto è stato solo raramente oggetto di riflessione o di ricerche sistematiche. Attraverso il convegno si vuole sondare da un punto di vista progettuale, metodologico, teorico ed epistemologico quale può essere il contributo di tale categoria interpretativa alla riflessione sugli oggetti quotidiani, sulle loro storie, sulla loro presenza nel mondo umano.
Interverranno
- Thierry Bonnot (etnologo, Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, Paris)
- Maurizio Ferraris (filosofo, Università di Torino)
- Giovanni Gasparini (sociologo, Università Cattolica di Milano)
- Hans Höger (teorico del design, Libera Università di Bolzano)
- Harvey Molotch (sociologo, New York University, New York)
- Michela Nacci (storica e tecnologa, Università de L’Aquila)
- Francesca Rigotti (filosofa, Università di Lugano)
- Wieki Somers (designer, Rotterdam) – su invito della Galleria Lungomare
- Paolo Volonté (sociologo, Libera Università di Bolzano)
Al convegno è collegata la mostra Storie di cose, un progetto a cura di Angelika Burtscher e Daniele Lupo per la Galleria Lungomare di Bolzano (www.lungomare.org).
La mostra presenta al pubblico una serie di oggetti scelti da venti designer di fama internazionale che di questi oggetti raccontano la biografia.
La mostra sarà inaugurata venerdì 19 ottobre 2007 alle ore 19 presso la sede della Galleria Lungomare, in via Rafenstein 12 a Bolzano.
Il convegno e la mostra sono pubblici e la partecipazione è libera. Non è necessaria alcuna iscrizione anche se, per il convegno, è gradita la segnalazione anticipata della propria presenza.
La lingue ufficiali del convegno sono l’italiano e l’inglese e per queste lingue è fornito un servizio di traduzione simultanea.
Per maggiori informazioni si può consultare il sito Internet della Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano
oppure scrivere a: amattozzi@unibz.it
Responsabile scientifico: Paolo Volonté
Responsabile organizzazione: Alvise Mattozzi
Comitato scientifico:
Giovanni Gasparini, sociologo, Università Cattolica di Milano
Roberto Gigliotti, architetto, Libera Università di Bolzano
Hans Höger, teorico del design, Libera Università di Bolzano
Alvise Mattozzi, semiologo, Libera Università di Bolzano e Università IUAV di Venezia
Paolo Volonté (coordinatore), sociologo, Libera Università di Bolzano
Scuole di design nel mondo, esigenza comune
Probabilmente molti di voi lo conoscono già - a partire dal numero di “Domus” del febbraio 2006 - il “Design School Atlas”, ospitato da my.opera.com/mildz/blog.
Si tratta di un “atlante”, forse meglio dire un censimento, delle scuole di design nel mondo, ordinate alfabeticamente per nazione e ciascuna con il proprio link a sito web.
Una annotazione: lo Iuav c’è ma il link è, appunto a iuav.it e non a iuav.it/fda cioè alla Facoltà di design e arti.
seminario sul metodo
Mi scrive Michele Sinico, per confermare che sta preparando il seminario dedicato alle competenze e agli strumenti metodologici. Ci sprona a proporre temi che vorremmo vedere sviluppati e approfonditi in quell’occasione.
Io personalmente vorrei che qualcuno mi/ci parlasse approfonditamente della riconoscibilità sensoriale delle forme e degli oggetti, che è la base del design delle interfacce (o dell’interazione? chi è stato al seminario di Montefusco capirà il mio dubbio).
L’idea sarebbe di discutere fra noi le cose qui, e di comunicarle al prof. Sinico. Nella sezione materials ho caricato un abstract del suo seminario.
un saluto
D
1 commentPaul Mijksenaar
Cari tutti,
venerdì scorso ero ad Amsterdam, e sono stata ricevuta da Paul Mijksenaar nel suo studio.
Attualmente sta lavorando alla segnaletica di una gran quantità di aeroporti, da Dallas a Dubai, oltre a ospedali e musei in Olanda e nel resto del mondo.
Mi ha concesso una lunga intervista sul tema del passaggio dai sistemi di segnaletica tradizionali alle nuove tecnologie digitali (casualmente in tema con la mia ricerca di dottorato…).
Nei prossimi giorni ci lavorerò sopra e metterò un estratto sul nostro blog.
Ho conosciuto in studio anche Luigi, lo studente del Politecnico di Milano che ha fatto una tesi di laurea, seguito da Stefano Mandato, sulla segnaletica per la città di Damasco (pubblicata sull’ultimo numero di Progetto Grafico).
Intanto se volete farvi un’dea del lavoro di Paul, oltre al suo sito, www.mijksenaar.com ,vi segnalo quanto riportato sul catalogo di viverevenezia3 e su PG n. 4/5. Credo che a breve comparirà anche una recensione (a cura di Cinzia Ferrara) su DIID su alcuni lavori per gli ospedali .
Che aggiungere… è stato bellissimo!
Emanuela
2 commentsavanzamenti di tesi, questi sconosciuti
A giugno noi del 22° presenteremo il tema di ricerca, e forse anche altri sentono il bisogno di sapere da quelli del 21° e 20° cosa/come hanno presentato loro.
Ok, un powerpoint.
Ok, una bibliografia.
Ma come? Quanto? Quanto specifico?
Su, dateci l’aiutino per fare il primo passo!
Pietro Montefusco: strutture, procedure e…
Ha avuto avvio oggi il ciclo di incontri con Pietro Montefusco che ci vedrà impegnati per quattro giornate sul tema “procedure notazionali per sistemi complessi“, ovvero sulla scrittura del progetto, in particolare per prodotti digitali complessi.
Fatte le presentazioni, la prima giornata è trascorsa intensamente illustrando modalità e importanza della scrittura del progetto all’interno delle dinamiche aziendali – la cui utilità può essere valutata in termini di prescrizione, di comunicazione/approvazione e di comprensione/valutazione – e quindi con la delimitazione del campo – fra information design, interface design e interaction design – verso la comprensione dei diversi livelli di complessità di tali prodotti: strutturali, procedurali e… Il terzo livello – ancora da “rivelare” – è l’obiettivo di questa esplorazione, che punta alla definizione di una autonomia disciplinare incentrata piuttosto sul versante “funzionale”, del fare/operare, che su quello del sapere, già molto esplorato anche dalla letteratura di settore.
Domani si prosegue con il rilievo di alcuni prodotti procedurali.
2 open call for entries per giovani ricercatori/ricercatrici
1. La scuola di Ulm ha aperto una call for entries su questi tre temi di ricerca:
- Come possono in futuro i designer definire il loro lavoro in un ambito di relazioni esteso e interconnesso, che include anche processi sociali e cognitivi.
- C’è un modo per i designer per iniziare e regolare il loro intervento e partecipazione nel campo della trasformazione della società.
- Quali opportunità progettuali sono connesse ad un panorama di azione, creazione di reti e condizionamento, al di sopra e al di là della chiarezza formale.
Sarebbe bellissimo se qualcuno di noi vincesse - ci sono 50.000 € a disposizione per tre progetti. Sarebbe ancora più bello creare una entry di “gruppo”. Utopia?
2. A Tarragona si terrà un incontro fra i giovani ricercatori del Mediterraneo - siamo inclusi - la call for entries è un po’ vaga, ma ecco i temi principali:
– Socio-cultural contexte: production of knowledge and appicability of sciences
– Globalization, governability and exchanges North - South.
– Mediterranean space and intercultural dialogue.
– Development, cooperation and economic changes.
In bocca al lupo,
D
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