Archive for the 'Basic Design' Category
Jon Brooks, Music For Dieter Rams
“Using inexpensive contact microphones (which in this case act effectively as microscopes for sound) I recorded the alarm sound, the various ʻticksʼ of the second hand as it made itʼs way around the clock face, and usually-unheard noises such as the cogs whirring and the harmonics of the spring-loaded ʻsnoozeʼ button. Short, cyclic waveform samples were edited from these recordings, which became the ʻoscillatorsʼ (oscillators are the fundamental building blocks on which all electronic sounds are based)”.
The raw sounds were then treated and shaped using envelopes, filters, phasing, delay and reverberation.
You can listen to the whole album here:
http://jonbrooks.bandcamp.com/album/music-for-dieter-rams
and to an explanation of the making here:
http://soundcloud.com/cafekaput/jon-brooks-music-for-dieter
AisDesign / Commissioni tematiche
In occasione del primo convegno Ais Design che si terrà a novembre 2011 (data da definire) si riuniranno quattro commissioni tematiche dedicate a quattro temi:
- I linguaggi della comunicazione visiva e il design, coordinatori Daniela Piscitelli e Carlo Vinti (ais.design.comunicazione<at>gmail.com)
(scarica la scheda e alcune riflessioni aggiuntive)
- Design e industria , coordinatori Giorgio Bigatti (giorgio.bigatti<at>unibocconi.it) e Domitilla Dardi (d.dardi<at>fastwebnet.it)
(scarica la scheda)
- I musei del design, coordinatori Fiorella Bulegato, Maddalena Dalla Mura (ais.design.museums<at>gmail.com)
(scarica la scheda)
- Formazione
coordinatori Pier Paolo Peruccio (pierpaolo.peruccio<at>polito.it) e Dario Russo (dars<at>unipa.it)
(scarica la scheda e le linee guida)
Coloro che intendono partecipare ai lavori delle commissioni, potranno inviare entro il 30 ottobre un abstract del loro intervento in relazione a uno dei temi proposti (max 2000 battute).
Per inviare i contributi, scrivere ai coordinatori delle singole commissioni (alle email indicate sopra).
Coloro che avranno inviato un abstract saranno invitati a partecipare alla commissione, per presentare le loro riflessioni e per discutere. Nel caso in cui il proponente non possa partecipare, il suo contributo sarà comunque considerato dai coordinatori ai fini della discussione. Il testo finale riassumerà i lavori svolti, nella prospettiva di formulare a conclusione del lavoro una sintesi sulla quale costruire un momento di riflessione più ampio, che potrà diventare la piattaforma per il successivo convegno di Ais Design.
No commentsGuillermo Gregorio, “Coplanar” (New World Records, 2005)

Born in Buenos Aires, Argentina, in 1941, Guillermo Gregorio has lived variously in Europe and the United States since 1986. He was an active participant on the Argentine music scene throughout the 1960s, ’70s, and early ’80s.
“What affects me more than any other thing,” Gregorio says, “is my involvement in visual arts, and my architectural and design experience.” In his compositions, a reinterpretation of the fundamental and structural concepts of Constructivism converges with the historical experiences of Argentinean Conceptualism, Fluxus, intermedia synthesis, certain aspects of serialism, and graphic music. In addition to the acceptance of sound as material, constructive and geometrically generated ideas are used in scores ranging from conventionally notated statements to graphs, including planimetric projections of spatial structures. In January 2001, he founded the Madi Ensemble of Chicago, which performs original and historical scores that draw from the conceptual foundation of diverse Argentinian avant-garde currents.
“I prefer to put this music in the field of New Music,” he explains, “because New Music is not defined. There is more new space to move. In that context, the music many times is not improvised, even when it partially includes improvisation, but it is basically all written in order to give a consistency to the work. Listen two or three times to the work and you will recognize that there is structure. This structure configures itself in different shapes at moments when the music is played because the connections are not the same as the syntactic connections of conventional music, even modern (i.e., New) music.” These shapes, especially on Coplanar, are inspired by the visual art of the East European Constructivists and their Argentinean heirs, the Madi and Concrete Art movements.
“The Concretists (whose main mentor was the painter and theoretician Tomás Maldonado) supported the “fixed” coplanar. In it, the active aspect resides in the interaction of complementary or contrasting proportions of the surfaces and colors, meticulously calculated. It seems that the first artist who produced this kind of object was Juan Alberto Molenberg, showing his “White Function” in 1946. Others who followed him were Raul Lozza and Juan Mele. The Madists, by contrast, invented the “mobile coplanar,” whereby the viewer could alter the appearance of the artifact by manipulating it. The real promoter of this kind of hand-adjustable object was Carmelo Arden Quin, a pivotal figure of the Madi Movement, who since 1944 had been experimenting with various types of artworks with moveable parts.”
[from the liner notes, available in .pdf for free]
Coplanar 1 + 2 (for guitar, synthesizer, and ensemble), Coplanar 4 (for oboe, clarinet, tuba, and cello), Coplanar 3 (for piano and strings), White Coplanar (for clarinet, viola, and cracklebox), Construction with Coplanar (for oboe/accordion, clarinet/alto saxophone, tuba, and cello), Madi Piece (for guitar and strings), Swiss Coplanar (for voice, tuba, and piano), Coplanar 5 (for bass clarinet, clarinets, strings, and piano)
http://www.newworldrecords.org/album.cgi?rm=view&album_id=15053
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New Basic Design Lab, –1
Galleria di immagini
Iniziati lunedì 25 giugno, presso la sede della nostra Facoltà nell’ex convento delle Terese, i workshop di New Basic Design, coordinati da Giovanni Anceschi e tenuti da Giovanni Lussu e Cristina Chiappini procedono intensamente, con grande impegno dei partecipanti, dottorandi e non.
Ultimo giorno prima della presentazione degli elaborati…
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New Basic Design Lab #2.
Fra ricette e interfaccia
Ha avuto inizio oggi la seconda edizione dei workshop dedicati al Basic Design – o meglio al New Basic – promossi per il nostro dottorato da Giovanni Anceschi, con la collaborazione organizzativa di Nunzia Coco, Pietro Costa, Nicola Vittori e inoltre i “nostri” Simona Romano e Davide Fornari.
Se lo scorso anno è stato dedicato ai maestri della disciplina – Itten, Moholy Nagy, Maldonado, Albers e Munari – quest’anno l’obiettivo è piuttosto di allacciarsi al contemporaneo, segnalando come la teorica e la pratica dei fondamenti, oltre che sempre necessarie, possano essere testimoni del mutamento. E non solo perché le esercitazioni – che sono la modalità principe del basic – possono riflettere i segni del contemporaneo ma perché, in effetti, è oggi possibile parlare propriamente di un New Basic, quello in cui ampio rilievo è dato al tempo, alla temporalità. Non a caso, quindi, a tenere i workshop di questa edizione sono stati chiamati Giovanni Lussu e Cristina Chiappini, che hanno oggi illustrato le finalità dei laboratori.
È ben vero, ha ricordato Anceschi introducendo la giornata con un percorso che naturalmente ha toccato Bauhaus e Ulm, che il panorama italiano specialmente è stato piuttosto restio ad accogliere le tematiche del Basic, o meglio è stato piuttosto lento nel prenderne consapevolezza, giacché anche nel nostro paese i fondamenti hanno avuto insigni – e forse inconsapevoli – Maestri: Bruno Munari, Gianni Colombo, Anceschi stesso e il Gruppo T… Molti problemi sono sicuramente derivati anche da una problematica linguistica, laddove non esiste in italiano un corrispondente per il termine tedesco Gestaltung; e del resto neppure l’inglese design è preciso in questo senso, visto che contiene l’idea del disegno come rappresentazione, mentre il fulcro del Basic è proprio il dare forma, configurare… che sia con la matita oppure direttamente con l’argilla fra le mani non fa differenza!
Ma oggi qualcosa si sta muovendo pure in Italia, anche per stimolo dell’impegno di chi come Anceschi prosegue non solamente nel fare “l’ultimo dei Mohicani”, come egli stesso si è definito ironicamente e con riferimento alla scuola di Ulm – quella di Maldonado, per intendersi –, ma anche nel promuovere le potenzialità sempre attuali del Basic. Per questo centrale è l’esercitazione, che è sempre “d’autore”, ma adattabile, modificabile.
Da oggi e fino a venerdì 29 – quando saranno presentati i risultati, per finire con l’aperitivo musical-interattivo organizzato da Davide Rocchesso con Stefano Delle Monache, Pietro Polotti – i partecipanti affronteranno dunque due stimolanti workshop.
Una ricetta di Caponata alla siciliana - salsa San Bernardo è al centro del laboratorio Sinsemie. Notazione sinsemica di processi interattivi di Giovanni Lussu, che da anni scrive e opera per sostenere che “la lettera uccide”, come recita il titolo di un suo famoso testo, ovvero per far riflettere sugli errori di una impostazione o meglio un “paradigma”, che, con origine in Aristotele, informa la mentalità occidentale in merito a pensiero, parola e scrittura, ponendo quest’ultima come espressione di terzo grado. Con non pochi paradossi e contraddizioni, tutti evidenti nelle lingue che parliamo e negli alfabeti che usiamo. Viceversa, sostiene Lussu, è necessario un cambio di paradigma per far comprendere che oralità e scrittura sono forme che vivono su un piano di parità, intendendo peraltro per “scrittura” non il recinto dell’alfabeto – ben lontano, dice, dall’essere la forma scritta più evoluta – bensì forme, gesti, segni che sono espressione di primo grado. E simili considerazioni mirano anche a scardinare quella separazione fra immagine e scrittura che ancora sopravvive forte nella mentalità comune.
Partendo da una ricetta tratta dal Talismano della felicità, XIX ed., 1949, appunto Caponata alla siciliana - salsa San Bernardo i partecipanti dovranno sviluppare sistemi visuali, di segni, in grado di restituirne contenuti e istruzioni con una unica ricetta, o vincolo: escludere la notazione alfabetica.
Cristina Chiappini propone invece di lavorare su un tema a lei caro, quello del corpo e dell’interazione: The Body of Basics Interface interaction design.
Partendo dal Basic Design “classico”, l’ispirazione della sua proposta attinge però alla contemporaneità, all’attualità, alla mutata relazione con il corpo che molti di noi oggi esperiscono: il nostro corpo, il corpo degli altri, il corpo in rapporto con dispositivi e interfacce, l’immaginario collettivo del corpo così come è oggi filtrato o esposto negli spazi per esempio di YouTube. Se come ha scritto McLuhan la fotocopiatrice ci rende editori, è anche vero con de Kerckhove che internet ci rende tutti produttori televisivi. YouTube e fratelli sono questo. Affrontare i fondamenti della progettazione, quindi, significa indagare la coscienza che abbiamo del nostro proprio corpo e, insieme, le modalità con cui è possibile programmare e pilotare le esperienze altrui nell’uso che del nostro corpo facciamo, organizzando spazio e tempo. The Body of Basics mira a sviluppare l’attitudine progettuale a gestire contemporaneamente piani differenti, a organizzarli mediante una microregia che nasconde molteplici complessità.
Partendo da contributi sonori e visivi che i partecipanti trarranno da se stessi, dal loro corpo, le parti così ottenute verranno ricostruite in identità interattive, giocando con ironia sul sé.
flash for basic design lab
giovedì 21 – venerdì 22 giugno
ore 10-13, 14-17
corso di Flash propedeutico al laboratorio di Cristina Chiappini

È ufficiale: anche quest’anno ci sarà il laboratorio di Basic Design, coordinato da Giovanni Anceschi, con la partecipazione di Cristina Chiappini, Giovanni Lussu, Davide Rocchesso.
Noi dottorandi abbiamo “un posto riservato” per partecipare al laboratorio vero e proprio che si terrà da lunedì 25 a venerdì 29 giugno prossimi. Vi chiedo quindi di farmi sapere se avete intenzione di partecipare. Perché oltre ad avere la prelazione, ci viene offerto un corso base di Flash Macromedia di preparazione al laboratorio, che quest’anno è incentrato sull’interaction design.
Il corso di Flash è tenuto da Nicola Vittori, si svolgerà giovedì 21 e venerdì 22 giugno, alle Terese.
Per il corso è necessario avere un laptop a testa, oltre a ciò:
– su ogni computer deve esserci il programma flash 8 o superiore (anche le versioni di prova gratuitamente scaricabili dal sito della adobe vanno bene) e un programma per l’elaborazione del suono gratuito scaricabile da qui e non guasta se c’è anche photoshop.
– macchina fotografica digitale con cavetto per poter scaricare le foto
Il programma completo del corso di Flash è qui
Se abbiamo capito bene, partecipano:
Ivonne Conzatti
Carlo Bassetti
Simona Casarotto
Simona Romano
Davide Fornari
Griselda Ramirez
Maddalena Dalla Mura
Emanuela Bonini
Suzana Laub











