Victor Margolin:
Design for the 21st Century
| maddalena dalla mura

«We lack systems in which designers can be paid to create goods for social needs.»
Questa la sfida che Victor Margolin ha indirizzato a studenti e docenti della Accademia di arti e design di Lubiana (ALUO), sollecitando un certo dibattito, sui temi dell’educazione e formazione dei designer e sul ruolo del designer nella società contemporanea.
Dopo un affondo breve ma significativo nella storia del design, a mostrarne gli sviluppi nella pratica e nella concezione teorico-critica (ma anche a dimostrare, se ve ne fosse bisogno ancora, come gli studi storici siano la base necessaria per comprendere il presente), Margolin è approdato al XXI secolo: non un futuro utopico, dunque, ma il presente, quello in cui per i designer si prospettano nuove possibilità di intervento, purché riescano ad accreditarsi presso istituzioni e soggetti politici.
Tre sono in particolare gli ambiti su cui Margolin invita pertanto a riflettere e lavorare, per avanzare nuovi modelli e sostenere una diversa e più ampia presenza dei progettisti: Social Design, Environmental Design, Service Design.
In questa direzione – di ripensamento della pratica del design – anche l’invito a ripensare e riflettere sulla formazione dei designer, laddove l’accademia/università non si limiti a conformarsi alla realtà – ciò che c’è già, così come è – ma consenta uno spazio di libertà e sperimentazione necessario per immaginare qualcosa di diverso…
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