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PhD in Design Sciences - University Iuav of Venice

Carlo Vinti per i tipi Iuav - Marsilio | maddalena dalla mura

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Carlo Vinti
Gli anni dello stile industriale 1948 – 1965. Immagine e politica culturale nella grande impresa italiana
Iuav-Marsilio, Venezia, 2007.

Confesso che non l’ho ancora visto né preso in mano, ma molti già ne parlano, per cui cominciamo con il segnalarlo: è uscito per i tipi Iuav - Marsilio (ovvero all’interno del progetto che, avviato con impegno durante lo scorso anno, ha finalmente dotato lo Iuav del suo autonomo canale editoriale) il volume di Carlo Vinti, Gli anni dello stile industriale 1948 – 1965. Immagine e politica culturale nella grande impresa italiana.
In attesa di leggerlo, affidiamoci al comunicato stampa:
“Negli anni che seguirono alla ricostruzione postbellica, all’interno degli uffici Pubblicità e Relazioni pubbliche di alcune imprese italiane maturò una particolare cultura industriale, capace di fondere in una sintesi di estremo interesse il progetto di rinnovamento neocapitalista, le teorie americane sull’azienda come istituzione pubblica e il gusto modernista dei designers.
Nell’Italia del ‘miracolo’ furono in molti a pensare di poter affidare all’industria un ruolo di diffusione dell’arte e della cultura. Grazie alle sue risorse economiche e ai mezzi di comunicazione cui aveva accesso, la grande impresa poteva non solo promuovere la produzione culturale e artistica nei settori tradizionali, ma tentare una bonifica dall’interno della cultura di massa, inserendo direttamente un’estetica di avanguardia nella grafica, nella pubblicità e in tutte le altre manifestazioni dell’immagine aziendale.
Prendendo come punto di riferimento iniziale la celebrata esperienza dell’Olivetti, il libro mette a confronto l’attività svolta all’interno di altre grandi realtà industriali italiane come l’Italsider e la Pirelli, dimostrando che esse condivisero con l’azienda di Ivrea lo sforzo di elaborazione di una identità estetica e culturale: il tentativo di costruire uno stile aziendale nel senso più ampio del termine.

Nel testo vengono esaminate le diverse aree di intervento in cui prendeva forma l’immagine pubblica dell’industria: dall’architettura alla comunicazione pubblicitaria, dalla promozione di manifestazioni culturali alla straordinaria fioritura di stampa aziendale che si verificò in quella stagione.
Ne esce un quadro ricco e articolato, segnato da un un rapporto controverso con i saperi professionali provenienti dagli Stati Uniti e da un ambizioso tentativo di raccordo tra cultura umanistica e cultura tecnico-industriale. Questa lettura inedita del fenomeno dell’immagine di impresa mette in risalto le peculiarità dell’esperienza italiana rispetto alla nozione di corporate identity eleborata parallelamente in ambito internazionale, fornendo un contributo importante alla teoria e alla storia del progetto di comunicazione.

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